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C'ERA UNA VOLTA...

 

Era l'estate 1948, il 14 luglio per la precisione, un giorno caldo e afoso, che  segnò, nella storia del popolo italiano, la data dell’attentato a Palmiro Togliatti, alle 11.30 all'uscita da Montecitorio, nella mia storia familiare fu l’inizio di una avventura che mio nonno Giuseppe aveva a lungo meditato.

Negli stessi momenti in cui parte il popolo italiano, intorpidito dal caldo,  accoglieva la notizia dei tre colpi di arma da fuoco sparati a distanza  ravvicinata contro l’onorevole Togliatti e la gente cominciava ad affluire in  massa nelle strade e nelle piazze, organizzava comizi, scioperi, manifestazioni  di protesta, bandiere rosse che sventolavano ovunque in un clima di tensione  dove si aveva la sensazione netta che ogni ulteriore scintilla avrebbe portato  ad una rivoluzione civile, mio nonno Giuseppe pedalava verso Udine emozionato  perché di lì a poco avrebbe firmato con l’intermediario che lo attendeva, il  preliminare d’acquisto di una cospicua parte dei beni appartenuti alla famiglia  dei nobili Ottelio.
Il Conte Lodovico Ottelio (1841 -1908), aveva lasciato in eredità i suoi beni alla fidata governante, la signora Italia de Savi, che per quasi 40 anni aveva  saputo mantenere unita la proprietà, eredità che alla sua morte venne divisa dagli eredi in più parti.
Va detto che tutte le persone che sapevano cosa andasse a fare mio nonno quel giorno a Udine lo prendevano per incosciente, visti i fatti che stavano  accadendo ed il clima sociale che ne era scaturito, ma lui, testardo e convinto  della sua idea, continuò per la sua strada, e quando arrivò all'appuntamento  trovò un ostacolo che sembrava volesse rovinare tutto, a sua insaputa era pervenuta un'altra offerta maggiore di ben 500.000 Lire rispetto a quella che  aveva presentato lui, a quei tempi era una cifra altissima (un operaio  percepiva uno stipendio di circa 30.000 Lire).

Lo sconforto fu solo momentaneo, mio nonno non si scoraggiò:  riprese la sua  bicicletta e, forte della sua convinzione, andò a cercare qualcuno che gli  facesse credito. Da uomo d’affari qual era riuscì ad ottenere la somma che gli serviva, ritornò dall’intermediario e firmò il preventivo, che fu successivamente trasformato in contratto d’acquisto.
Da quel giorno di luglio del ’48 la storia italiana è sicuramente cambiata. Il popolo italiano si dovette impegnare a sciogliere i grumi dell’odio del  dopoguerra rimasti nell’animo e nella mente di certe persone… ma anche la storia della mia famiglia ha preso una piega decisamente diversa, è grazie al coraggio di mio nonno nell’affrontare un investimento così importante in tempi tanto incerti ed alle capacità dei suoi tre figli, in particolare mio padre Elvio, che oggi posso essere orgoglioso di questa barchessa che loro hanno conquistato e conservato per me e, nella ristrutturazione della quale, ho messo tutto il mio impegno e le mie capacità trasformandola nell’Alloggio Agrituristico “Conte Ottelio”, spero che i miei clienti possano cogliere la passione e l’orgoglio che mi hanno mosso in questo progetto.